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Cosa succede al conto corrente di una persona deceduta?
Nei giorni immediatamente successivi al decesso di un parente si deve informare la banca dove il de cuius aveva un conto corrente. Una volta avvenuta la comunicazione la banca non consente più alcun tipo di operazione, chiedendo invece la restituzione di carte di credito e assegni.

Cosa succede al conto corrente cointestato di una persona deceduta?
In questo caso il conto corrente viene bloccato solo per la parte relativa al defunto. Se i cointestatari sono due allora verrà bloccato solo il 50% del conto corrente. Se gli intestatari sono tre allora il conto verrà bloccato per un terzo. Questo funziona solo in caso di contestazioni, non è prevista nessuna autorizzazione ad operare nel caso di deleghe.
La parte di conto corrente bloccata verrà poi resa disponibile agli eredi solo in seguito alla successione.

Come posso fare per sbloccare un conto corrente bloccato in seguito a decesso?
Gli eredi per provvedere allo sblocco del conto corrente dovranno presentare in banca: certificato di morte, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà – richiesta con marca da bollo di 16€ all’anagrafe del proprio comune, fotocopia delle carte di identità e delle tessere sanitarie del de cuius e di tutti gli eredi, per finire gli estremi di un eventuale testamento.
Una volta fornita tutta questa documentazione gli eredi riceveranno la lettera di sussistenza per poter effettuare la dichiarazione di successione.

Cosa succede alla cassetta di sicurezza in banca dopo il decesso?
In caso di possesso di cassetta di sicurezza tutti gli eredi dovranno esprimere il loro consenso all’apertura. Tale operazione andrà effettuata in presenza di un notaio, o di un suo delegato, oppure di un funzionario dell’amministrazione finanziaria. A seguito dell’apertura verrà redatto un verbale di tutti i beni contenuti che dovranno essere divisi secondo i principi dell’asse ereditario. Anche i titoli di Stato fanno parte della massa ereditaria e possono essere così gestiti:
• divisione in natura;
• vendita con successiva divisione del ricavato tra gli eredi legittimi;
• gestione nella proprietà comune.

Dopo il decesso devo restituire la pensione?
A questa domanda dobbiamo rispondere dividendo la casistica in base al giorno di morte. Se una persona è deceduta l’ultimo giorno di un mese (esempio 31 Gennaio) e la pensione viene regolarmente pagata il primo giorno del mese seguente (ovvero l’indomani 1 Febbraio), la pensione ricevuta il 1 Febbraio dovrà essere restituita.
Diverso è per un decesso avvenuto il 10 Gennaio con pensione già erogata l’1 Gennaio. In questi casi agli eredi rimarrà l’interezza della pensione del mese di Gennaio. Idem per coloro che sono venuti a mancare il primo o il secondo giorno del mese in corso.

Come avviene la successione?
Per comodità riportiamo di seguito una tabella esplicativa del frazionamento della successione in caso di decesso:

Chiamati a succedere per legge Quote del patrimonio ereditario spettanti
Solo il coniuge (no figli, no fratelli del de cuius) L’intero patrimonio spetta al coniuge
Coniuge + 1 figlio 1/2 al coniuge, 1/2 al figlio
Coniuge + 2 o più figli 1/3 al coniuge, 2/3 da ripartire tra i figli
Coniuge (no figli) + fratelli/sorelle del de cuius 2/3 al coniuge, 1/3 da ripartire tra fratelli/sorelle
Coniuge (no figli) + fratelli/sorelle e genitori del de cuius 2/3 al coniuge, 1/3 da ripartire tra fratelli/sorelle (ai genitori almeno 1/4)
Solo un figlio L’intero patrimonio spetta al figlio
Solo figli L’intero patrimonio viene diviso in parti uguali
Solo i genitori L’intero patrimonio viene diviso in parti uguali
Solo un genitore L’intero patrimonio spetta al genitore

Agevolazioni fiscali: posso continuare a detrarre le spese di ristrutturazione sostenute anche dopo il decesso?
Sì: in caso di successione la detrazione delle rate residue si trasferisce agli eredi (come visto sopra) a condizione che continuino a utilizzare direttamente l’immobile (circolare 13/E del 31/5/2019). Se però la casa verrà affittata, anche solo per parte dell’anno, non si potrà più fruire della detrazione. Come indicato dalla stessa circolare, la detrazione spetta oltre che ai proprietari, e ai famigliari conviventi, anche ai detentori dell’immobile (se hanno il consenso del proprietario) e a condizione che la detenzione dell’immobile risulti da un atto (contratto di locazione o di comodato) regolarmente registrato al momento dell’avvio dei lavori o al sostenimento delle spese, se antecedente.

Come si fa a rinunciare all’eredità?
Per rinunciare all’eredità bisogna stilare un atto con il quale si sceglie di non ereditare i beni del defunto ed eventuali suoi debiti. La quota rinunciata sarà poi ripartita tra gli altri eredi aventi diritto, altrimenti trapasserà per rappresentazione. Tale atto dovrà essere effettuato presso il notaio o presso il Tribunale di competenza.
Precisiamo però che il coniuge rinunciatario dell’eredità mantiene il diritto di abitazione e la pensione di reversibilità.